lunedì 25 gennaio 2010

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nonostante tutto. tutto cosa? tutto, vi assicuro, scopro che un centinaio di persone, ogni giorno, passano da qui... da questo blog esangue. e allora vi dico che sto bene. lavoro molto ma senza uccidermi. porto avanti il terzo capitolo di "interni", come sapete, e scrivo una cosa nuova. tutta da disegnare. grande formato. colore. dopo gli scarafaggi mi è presa proprio l'esigenza di tornare al disegno. quello impegnativo e pieno di particolarini da rilecchino del cazzo. vediamo se trovo un editore grosso grosso, perché voglio fare qualcosa di impegnativo. forse ce n'è uno francese. se mi da almeno due anni di tempo, io ci sto. ma per adesso scrivo, amo molto il soggetto e i personaggi. ehi, dico a voi cento che passate di qui: incrociate le dita per me, se mi volete bene. anche se esclamate un "in bocca al lupo" mentalmente, lo apprezzo lo stesso. ma ci tengo a questo librone da fare, ok? grazie. che? lo stile di disegno? più o meno questo e questo e questo... ve lo dicevo che questa serie di disegnini erano studi, no? no, il soggetto è diverso, non ci sono né i brokers, né gli zombies. forse qualche donna incinta... sì. comunque... statemi bene.

sabato 23 gennaio 2010

LA CORONA-special DI ALBERT GRUENWALD

sabato 9 gennaio 2010

INTERNI 3 - cover

verde. devo decidere ancora il numero di pantone ma non c'è dubbio, sarà verde.

martedì 22 dicembre 2009

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"topolino e eta beta nel pianeta minorenne" bill walsh/floyd gottfredson - 1949

venerdì 18 dicembre 2009

INTERNI 3

non sarebbe affatto male riuscire a terminare questo terzo capitolo per inizio febbraio, andare in stampa e uscire alla fine del mese. ce la potrei anche fare. è che accadono molte strane cose in questo periodo. vediamo se riesco a tenere fede ai miei impegni. in genere, si è visto, fallisco 9 volte su 10.
autoprodursi un albo è una cosa entusiasmante. autoprodursi una trilogia a puntate a bassa tiratura e con uscite irregolari... è semplicemente da folli. o più precisamente: da scemi. ora lo so. si va incontro a mille problemi. e di varia natura. soprattutto tecnici, legati alla distribuzione. il primo è stato l'esaurimento della prima tiratura, che uno dice: "e ti lamenti pure?", no... ma la cosa potrebbe verificarsi pure con il secondo, anche se ne ho fatte stampare qualche centinaio di copie in più per sicurezza (a costo di utilizzarle come legna da ardere... bruciare i libri suona male, ma bruciare i propri può essere anche sinonimo di assennatezza e umiltà assoluta. rido) ma in questo modo c'è sempre il rischio che i lettori che hanno finalmente trovato il primo numero, dopo mesi di assenza dalle fumetterie, si ritrovino senza il secondo. generando un sacco di pasticci. in molti mi scrivono per dirmi che aspetteranno l'uscita del terzo per prenderli e avere tutta la storia da leggere in un sol boccone. e mica hanno torto. spero solo che allora abbiano la possibilità di trovare tutti e tre i volumi. quindi... non per fare il venditore da strapazzo, ma se siete davvero interessati a "interni" cercate di acquistarli man mano che escono, poi deciderete voi quando leggerli. giusto per non avere sorprese e trovarvi senza qualche numero. perché non ho intenzione di ristampare all'infinito. e poi non dite che non ve lo avevo detto, eh? ci sono anche altri problemi, ma risolvibili. quindi non vi ammorbo. e poi devo scappare che ho un appuntamento---
ps: so che questo blog non è più come quello di un tempo. ma... chissà, forse un giorno tornerà a pieno regime. forse. con aggiornamenti più costanti. che di cose ce ne sarebbero da dire e da mostrare. è che in questi mesi... proprio... no.

martedì 8 dicembre 2009

INTERNI

martedì 1 dicembre 2009

DICEMBRE 2009

sabato 5 dicembre sarò ad albenga a presentare "interni" negli spazi gestiti dai ragazzi del "progetto galleria ombra" e alle ore 20.30 mi complicherò la vita in una performance di "live painting" sulle note dell "utopia jazz quartet" - (galleria scola, via cavour 44).

mercoledì 16 dicembre alle ore 21:00, invece, terrò una presentazione di "interni" alla "biblioteca delle oblate" di firenze. è la prima volta in quattro anni che faccio una cosa del genere nella mia città. e un po'... la cosa mi emoziona. generalmente ho un rapporto pessimo con i miei incontri pubblici, mi chiedo sempre come qualcuno possa avere davvero voglia di ascoltarmi e l'imbarazzo mi pietrifica. vabbeh. ho sempre meno cose da dire sul mio lavoro, lo si capisce anche seguendo questo blog. o forse non mi va proprio di dirle. nel tentativo di lasciare i libri che faccio integri tra le mani di chi ha voglia di leggerli. senza tanti discorsi, premesse... autocompiacimenti vari. boh, probabilmente sono sempre più orso. un gigantesco grizzly.

e dopo un meritato mese di pausa e di riflessioni... sono tornato a impaginare "interni". il terzo volume. la parte disegnata è finita. quella fotografica... quasi del tutto. sono in sala di montaggio, adesso. e bevo litri di caffè. tra una cover e l'altra che realizzo con enorme gaudio:

e ringrazio filippo castagna per essersi fatto deturpare così.

lunedì 23 novembre 2009

... CONCEDERSI ALLA COMPRENSIONE E AL GUSTO CORRENTI

I racconti di Gente di Dublino ebbero un origine apparentemente casuale. Nel giugno (o ai primi di luglio) 1904 il poeta, giornalista e mistico George Russell, consapevole della condizione di indigenza del giovane Joyce, senza arte né parte dopo la morte della madre e il fallimento del padre, si propose di aiutarlo. La lettera che gli mandò è un documento interessante:

Caro Joyce, legga il racconto in questo giornale, "The Irish Homestead". Potrebbe scrivere qualcosa di semplice, rurale?, vivo?, patetico?, che si possa pubblicare senza scandalizzare i lettori. Se potesse fornire una novella di 1800 parole circa, pubblicabile, il direttore le pagherà una sterlina. E' un guadagno facile se Lei sa scrivere di getto e se non Le dispiace una volta tanto concedersi alla comprensione e al gusto correnti. Potrà firmarla con lo pseudonimo che vuole. Cordialmente,
Geo. W. Russell

Le allusioni alla suscettibilità dei lettori sono dovute al fatto che il settimanale
"The Irish Homestead" era l'organo della società per l'Organizzazione Agricola Irlandese. Comunque Joyce accettò l'offerta e assunse come pseudonimo il nome del protagonista del romanzo autobiografico che andava scrivendo: Stephen Daedalus.
Si direbbe che, "una volta tanto", il giovane artista sdegnoso "che, almeno nella fantasia, aveva fatto conoscenza con l'aristocrazia autentica" dell'intelletto (come dice nel saggio scritto qualche mese prima), si acconciasse ad usare la penna a fini puramente commerciali; tanto più che in quei giorni aveva incontrato Nora Barnacle, e andava maturando un progetto di fuga a due che avrebbe richiesto un qualche appoggio finanziario. Eppure, a dimostrazione dell'integrità estetica e morale di Joyce anche in circostanze tanto pressanti, sta il fatto che, accettando di scrivere quei racconti, egli seppe vederli fin dal principio come parte di un impegno non già economico e non soltanto estetico, ma anche etico e ideologico; seppe inquadrarli in un disegno più vasto - un disegno tanto fermo e durevole che lo si può scorgere ancora in filigrana perfino dietro l'imponente e intricata struttura dell'
Ulisse.
I racconti dovevano essere il ritratto d
i una città e della sua condizione; e quella città e quella condizione dovevano essere metafora del mondo e della condizione dell'uomo [...] Va aggiunto, a sottolinearne il carattere innovativo rispetto alla letteratura del suo tempo e all'intera tradizione novellistica inglese precedente, che, proprio attraverso gli stretti legami non fra personaggi ma fra i temi delle varie storie, è raggiunto l'effetto cumulativo di tracciare, al di là dell'apparente intimismo di ciascun racconto, un vasto ed organico quadro sociale, con un impianto ideologico ben definito. Che l'autore ne sia consapevole appare chiaro dalla lunga e appassionata corrispondenza che egli ebbe nel 1906 con l'editore inglese Grant Richards il quale, dopo aver accettato la raccolta per pubblicarla, ebbe paura di fastidi legali (offese alla monarchia, alla religione, alla morale) e cercò di esercitare una censura che Joyce rifiutò, a costo di dover attendere altri otto anni prima di veder pubblicato il libro.

5 maggio 1906: E' stata mia intenzione di scrivere un capitolo della storia morale del mio paese, e ho scelto Dublino come scena perché questa città mi sembrava essere il centro della paralisi. Ho cercato di presentarla al pubblico indifferente sotto quattro dei suoi aspetti: infanzia, adolescenza, maturità e vita pubblica. Le novelle sono disposte in tale ordine. L'ho scritto per la maggior parte con uno stile di scrupolosa mediocrità e con la convinzione che chi osa alterare nella presentazione o, peggio ancora, deformare quel che ha visto e sentito, sia un temerario.

20 maggio 1906: Mi batto per conservare [i passi e i racconti di cui Richards chiedeva l'eliminazione] perché sono convinto che nel comporre il mio capitolo di storia morale esattamente nel modo in cui l'ho composto, ho compiuto il primo passo verso la liberazione spirituale del mio paese.

23 giugno 1906: Non è colpa mia se l'odore di cenere, d'erbe macerate e d'immondizie aleggia sulle mie novelle. Io credo seriamente che Lei ritarderà il corso della civiltà in Irlanda, se impedirà agli irlandesi di contemplare per bene se stessi nel mio specchio tirato a lucido.


[
i brani sono tratti da un'introduzione di Giorgio Melchiori scritta nel 1973]

domenica 15 novembre 2009

NON È PROPRIO COME DISEGNARE

in quel periodo pioveva sempre e noi avevamo bisogno di una giornata di sole. di una sola. il dio del fotoromanzo è stato benevolo quel sabato. tanto che la domenica ha mandato giù l'ennesimo diluvio. ma è stato buono con noi, regalandoci erba asciutta sulla quale camminare e cielo azzurro. ovviamente ha preteso un piccolo sacrificio donandomi una colica di fegato. ma niente poteva fermarci a quel punto. mai sottovalutare l'ira del dio del fotoromanzo. gambe in spalla, qualche pastiglia di buscopan... e 750 scatti in meno di tre ore. amen---

***
sabato 21 sarò al POPstore di parma dalle ore 16:00---

lunedì 9 novembre 2009

VENT'ANNI

la notte del 9 novembre 1989 cinquantamila persone varcarono il muro di berlino da est verso ovest. QUI trovate un docufilm realizzato dai tipi di repubblica.it.

il secondo capitolo di INTERNI si ambienta nel 1960, a pochi mesi dall'illinizio della costruzione del muro e mi piace molto che sia uscito adesso, a novembre, a vent'anni esatti dal suo crollo.

martedì 3 novembre 2009

INTERNI 2 - prime 40 pagine

anastasia licandro ha completato la pagina che ospita le prime 40 pagine del secondo volume di INTERNI. la trovate QUI, o sulla colonnina di destra. buona lettura---

questa me la invia ilasickhead martinelli. la sua goffreda (rattus norvegicus hairless) legge INTERNI - e mi fa troppo ridere---

lunedì 2 novembre 2009

POST-LUCCA

vabbeh... non c'ho più l'età. sono tornato stanco morto e senza voce. comunque... mi è sembrata una bella edizione. ringrazio tutti... specialmente i doubleshottisti che sono fantastici.
nell'ultimo anno mi ero stufato non poco delle fiere, ma devo dire che questa edizione mi è proprio piaciuta. mi ero stufato anche dei lettori... ma i miei - lo riconosco - sono proprio bellissimi. che dire... quattro belle giornate, fatte di chiacchiere e tante spruzzate di benactiv gola®. siamo stati bene. molto. comunque, qui di seguito cinque cose quasi tecniche:

1) questa che vedete è la cover del secondo INTERNI: se volete ordinarlo direttamente dal sito (doubleshot.it) dovete aspettare qualche giorno che i doubleshottari devono aggiornare la pagina, invece il primo volume è già disponibile. penso creerò anche dei pacchetti ma vi dico meglio nei prossimi giorni;

2) anastasia licandro in queste ore sta creando una pagina su cui troverete un'anteprima del nuovo volume tutta da leggere. una roba lunga, 40 pagine, non poche, no? stasera dovrebbe essere pronta. troverete il link diretto sulla colonnina qui a destra, sotto l'icona del volume;

3) e... ci sono ancora dei poster. se li volete contattate direttamente la double shot, scrivendo a acquisti@doubleshot.it;

4) nel mentre è uscita la nuova cover epix per la raccolta di racconti di samuel marolla, eccola (il priccio nei panni del prete posseduto... è semplicemente... come dire... se stesso);

5) più di una persona in questi giorni, a lucca, mi chiedeva perché avessi tolto i commenti a questo blog. non ho tolto nulla. alcuni post hanno la possibilità di inserire i commenti, altri no. è sempre stato così. non è cambiato niente. è che mi sto trovando molto bene su facebook (il fatto che la mia pagina non sia frequentata solo da appassionati di fumetto mi piace davvero parecchio) e sulla mia bacheca trovate sempre i link ai post che faccio qui. ah... sempre su fb trovate un po' di foto di lucca.

martedì 27 ottobre 2009

INTERNI - 1 e 2