martedì 26 giugno 2007

COSE#2

- NON SAI MAI QUANDO UN QUADRO E' UN QUADRO

"critical mass" 2002 - 50x70 cm
acrilico su cartone telato.

nel 2003 entrai per la prima volta in una galleria d'arte. non da fruitore (quello era successo innumerevoli volte) ma con dei quadri pesantissimi con me... avevo un appuntamento.
disposi una decina di pezzi intorno alla scrivania del gallerista, usandola come supporto per farli stare in piedi e mi tremavano le gambe.
venendo da studi accademici l'idea di poter esporre i miei lavori, mi terrorizzava. avevo sempre avuto un timore speciale verso tutti gli ambienti dove ciò che fai è arte a prescindere dalla qualità. è arte solo per il fatto che un gallerista o un critico l'hanno presa e l'hanno marchiata col loro bel logo. che nell'ambiente è una garanzia.
e così iniziai a esporre i miei quadri. e a venderli. a farne altri. a esporli nuovamente. e a venderli di nuovo. perché è questa la natura e il destino di un quadro. e tutti davano per scontato che io fossi un artista... solo perché esponevo in un'importante galleria.
ma io non c'ho mai creduto, al fatto che i miei quadri fossero dei quadri. non mi sono mai sentito degno di appartenere a quella che per me, nell'arte, è la disciplina più difficile e affascinante. quella della pittura.
le cose stavano cominciando ad andare per il verso giusto. ma dopo un paio d'anni smontai tutto e riportai i miei lavori nel mio piccolo studio. rimanendo lontano dalle gallerie per anni.

e adesso invece, stranamente... sento il desiderio di fissare un nuovo appuntamento con un gallerista.

- FOTO DA AUBENAS

qui sono con cecil mckinley

qui autografo un pinocchio per
silvina pratt... la figlia di hugo


qui parlo con joseph vig

questo è françois corteggiani che esce dal bagno
con un enorme rotolo di carta igienica in testa

paul laffont (traduttore di pinocchio) davanti
all'entrata di casa sua a romans sur isère

e ancora dediche...

giovedì 14 giugno 2007

TOYZ

mercoledì 13 giugno 2007

P-HPC Post-Human Processing Center


copio e incollo direttamente dall'invito del centro fumetto andrea pazienza:

PERCHE' P-HPC
Si tratta della presentazione di un nuovo libro a fumetti realizzato con una tecnica innovativa, che miscela fotografia, illustrazione tradizionale e digitale, fumetto tradizionale. Il risultato si chiama P-HPC e potrebbe rappresentare un vero e proprio punto di svolta per il fumetto italiano. Autore dell'opera è Ausonia, alias Francesco Ciampi che ha esordito proprio su Schizzo nel 1995. Dato il livello artistico dell'opera, chiedo attenzione sull'evento. Chiedo in particolare di contribuire alla diffusione del comunicato che segue e del relativo volantino, attraverso mail e pubblicazione sui siti, confindando anche in un interesse culturale e professionale da parte vostra il Cfapaz è da sempre una "casa del fumetto" aperta all'innovazione e alle nuove tendenze.

P-Hpc è un'opera innovativa e coraggiosa per il fumetto italiano, perché utilizza senza remore tecniche, codici e linguaggi in genere tenuti separati. Fotografia, digitale, fumetto, illustrazione... Testi penetranti, coinvolgimento di veri e propri attori, un grande lavoro di montaggio...
E poi il tema, non nuovo, ma assolutamente attuale della mercificazione del corpo ("cosificazione" viene chiamata nel libro) a favore di un lavoro sempre più disumanizzato.
Infine, l'edizione. Leopoldo Bloom Editore ha esordito pubblicando "46", recente opera di Milo Manara dedicata a Valentino Rossi. Sembrava quindi un editore interessato a puntare su cose sicure. Invece, ecco P-Hpc... Quadrato, centotrenta pagine coloratissime, un'opera ben poco canonica per l'Italia, estranea a qualunque altro format presente sul mercato. Quanti editori avrebbero avuto lo stesso coraggio?

CHI E' AUSONIA
P-Hpc conferma le doti di un autore che proprio su Schizzo ha pubblicato nel 1995 e che successivamente ha pubblicato in Italia e all'estero, su Blue e Selen, spesso in coppia con l'amico Alessio D'Uva.
Per un certo periodo Ausonia, nome d'arte attuale di Francesco Ciampi, ha abbandonato il fumetto a favore dell'illustrazione. Ma in realtà il fuoco sacro covava sotto le ceneri e Ciampi ha elaborato alcuni progetti che proprio in questi mesi si sono tradotti in libri. Prima "Pinocchio - Storia di un bambino", disegnato in modo superbo. E poi P-Hpc, un vero schock visivo, in rapporto ai lavori precedenti.

LA PRESENTAZIONE DI CREMONA: IL LIBRO SARA' DISPONIBILE NELLE DUE EDIZIONI
L'autore presenterà il proprio lavoro con l'ausilio di un indispensabile video proiettore. Come ha realizzato l'opera, qual'è stato il percorso e le difficoltà incontrate, come ha coordinato tutti gli apporti necessari. Quali i progetti futuri. E l'editore ci spiegherà perché ha puntato su unu libro così particolare per il mercato italiano, come è stata finora l'accoglienza e qual'è la linea editoriale.
P-Hpc sarà disponibile sia nell'edizione normale che in quella speciale.
Contiamo di concedere un piccolo sconto sul prezzo di copertina a favore di tutti coloro che saranno presenti all'incontro.

Michele Ginevra

michele ginevra su comicus:

CENTRO FUMETTO ANDREA PAZIENZA
Palazzo della Fondazione Città di Cremona
Piazza Giovanni XXIII, 1 Cremona
SABATO 23 GIUGNO ore 17.30
PRESENTAZIONE DI P-HPC Post-Human Processing Center
DI AUSONIA
Saranno presenti l'autore insieme a marco belotti della leopoldo bloom.

Abbiamo deciso di presentare la nuova opera di Ausonia, perchè ha tutte le caratteristiche per essere considerata un punto di svolta per il fumetto italiano (uno dei punti di svolta potenziali di questo momento).

Non so quanti di voi l'abbiano già letto. Io ne sono rimasto profondamente colpito.
La storia, di per sé, è semplice. E' una storia d'amore tra due ragazzi. Uno dei quali però desidera lavorare come robot e si mette a disposizione di una multinazionale che ne modificherà il corpo per renderlo adatto alle mansioni da svolgere. Il libro racconta in particolare il flusso di pensieri dell'altro ragazzo che decide di seguire l'amata.

Il sito di Ausonia non è sufficiente a rappresentare le oltre cento pagine di cui si compone. E se lo si sfoglia si corre il rischio di prenderlo come un'esibizione grafica dell'autore.
Il libro assembla seguenze di fumetti, fotografie, illustrazioni e immagini digitali.
Leggendolo si rimane colpiti da come tutti i materiali, apparentemente così diversi, siano perfettamente funzionali ai contenuti. E il testo, scritto piccolo, in molte parti assai abbondante, scorre bene, con naturalezza e porta il lettore all'inevitabile finale.

Un libro del genere pone diverse domande e suggerisce temi.

- E' fumetto? E qui rispondo subito. Certo che lo è...!
E quindi la vera domanda è: abbiamo finalmente capito che il fumetto è una narrazione grafica e quindi non c'è preclusa nessuna possibilità?

- Il rapporto con la modernità visto attraverso la trasformazione del corpo, definita "cosificazione". La cosificazione che trasforma le nostre individualità in macchina ma anche in merce da acquistare e rivendere. Manodopera perfetta, assoluta... Tema non nuovo ma affrontato molto bene.

- Torniamo al fumetto. C'è già stato Dave Mc Kean: parecchi anni fa tra l'altro...
Finalmente c'è Ausonia. Dietro P-HPC c'è un lavoro incredibile.
Autori italiani, che ne dite? Un po' di fantasia in più...? Avete visto che qui c'è uno che non si è fermato a replicare Pinocchio?
Editori italiani, che ne dite? Un po' di fantasia in più...? Avete visto che formato, numero di pagine, stile e tecnica non sono una religione?

P-HPC può anche non piacere. Il parere del lettore è sempre sacro.
Ma può veramente rappresentare un punto di svolta.

Che ne pensate?

MicGin

venerdì 8 giugno 2007

COSE#1

- LA VITA DIETRO L'ANGOLO


c'è una cosa che mi piace. che poi è la cosa che mi fa apprezzare di essere in vita adesso.

e la cosa che mi piace non è la vita in sé, ma la capacità che la vita ha di resistere all'inquinamento della società di massa anche negli anfratti di una città commerciale e di "consumo" come la mia.
calvino diceva che una ragione di vita poteva essere quella di cercare frammenti di bellezza all'interno del contesto esistenziale che bello proprio non si può definire.
e di frammenti di bellezza ce ne sono ovunque. basta trovarli.
e così ti capita di essere in una di quelle giornate di lavoro in cui non passeggi ma semplicemente fuggi al contrario. verso la destinazione opposta alla vera fuga. quando gli impegni mediocri del quotidiano ti portano a fare - e soprattutto a pensare - a cose impegnative ma di nessuna importanza. e corri, corri verso impegni e doveri che ti allontanano dal reale e dal necessario.
ma la vita e i frammenti di bellezza che contiene sono lì. che aspettano di essere trovati. guardi distrattamente dietro la via che per-corri e la visione di un pezzettino di bellezza ti assale. in modo violento e surreale. violento perché contiene in sé una potenza rara. surreale perché la bellezza la conosciamo sempre meno e quando ti si para davanti la riteniamo improbabile e non reale. fouri-luogo. quantomeno strana.
e così vedi un anziano violinista che prega davanti alla vetrina di un negozio di abiti da sposa... ed è così ovvio che prega sua moglie. e vedi la storia di quei due esseri umani divisi dalla bufera dell'esistenza. da una ventata forte che agnenta il tuo momento inutile fatto di impegni mediocri da rispettare.
...e se sei un fanatico dell'immagine, nella società dei consumi, provi a scattare una foto col tuo cellulare del cazzo. e quello che vedi sul tuo lcd è una cosa che reputi finta. costruita. patetica. noiosa. una foto talmente bella da non sembrare vera. una di quelle cose che hanno senso solo se viste con gli occhi e che decadono e marciscono nel tentativo di essere riprodotte artificialmente. ve la mostro lo stesso. non prima però di averla aggiustata digitalmente per toglierle ogni parvenza di reale e restituirvela per quello che è: un momento di bellezza che non poteva essere riprodotto o documentato.
perché... gente, la bellezza di quel momento... era altra cosa.

- PERCHÉ NON POSSIAMO ESSERE CRISTIANI (E MENO CHE MAI CATTOLICI) di piergiorgio odifreddi


In questo libro il matematico impertinente Piergiorgio Odifreddi compie un viaggio dentro le Scritture e lungo la storia della Chiesa, dalle origini ai giorni nostri. Come uomo di scienza, egli considera l’affermazione che quello della Bibbia è l’unico vero Dio una bestemmia nei confronti di Colui che gli uomini di buona fede, da Pitagora e Platone a Spinoza e Einstein, hanno da sempre identificato con l’Intelligenza dell’Universo e l’Armonia del Mondo. Come cittadino, afferma che il Cristianesimo ha costituito non la molla del pensiero democratico e scientifico europeo, bensì il freno che ne ha gravemente soffocato lo sviluppo civile e morale, e ritiene che l’anticlericalismo sia oggi più una difesa della laicità dello Stato che un attacco alla religione della Chiesa.
Come autore, infine, legge l’Antico e il Nuovo Testamento e le successive elaborazioni dogmatiche della Chiesa per svelarne, con una critica tanto serrata quanto avvincente, non soltanto le incongruenze logiche ma anche le infondatezze storiche, dando alla Ragione ciò che è della Ragione e facendo emergere dai testi la Verità: ovvero, dice Odifreddi, che "Mosè, Gesù e il Papa sono nudi."

a pagina 115 leggo: [...] Agli insegnanti di religione delle proprie scuole lo Stato richiede un certificato di idoneità da parte dell’ordinario diocesano, ma non una laurea: basta anche un diploma di magistero in scienze religiose rilasciato da un istituto approvato dalla Santa Sede . Ciò nonostante, il governo Berlusconi ha creato nel 2003 un organico di 15.507 posti che li immette in massa in ruolo, e permette loro un successivo passaggio ad altre cattedre : 9.222 sono stati assunti nel 2005 e 3.077 nel 2006, mentre gli altri precari (regolarmente laureati) della scuola attendono da anni l’assunzione a tempo indeterminato.
Per quanto riguarda il clero, la revisione del Concordato sostituisce la congrua di sostentamento col finanziamento “volontario” dell’8 per mille sul gettito totale dell’IRPEF. L’ammontare della cifra intascata annualmente dal Vaticano è di circa un miliardo di euro (2.000 miliardi di vecchie lire): una somma che non è affatto destinata a opere di carità, come la pubblicità clericale cerca di far credere ogni primavera, nel periodo della dichiarazione dei redditi. Piuttosto, come ammettono le cifre ufficiali della CEI relative al triennio 2002-2004, in media i fondi vengono destinati a interventi caritativi soltanto per il 20 per cento, mentre al sostentamento del clero va il 34 percento e alle “esigenze di culto” il 46 per cento.
Tra l’altro, il meccanismo del finanziamento è furbescamente truffaldino. Solo un terzo degli italiani sceglie infatti a chi devolvere l’8 per mille del proprio reddito: se allo Stato, alla Chiesa Cattolica o ad altre confessioni religiose (non sono contemplate organizzazioni umanitarie o scientifiche). Ma l’articolo 37 della legge di attuazione recita: «In caso di scelte non espresse da parte dei contribuenti, la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse». E poiché, nella minoranza che sceglie, la maggioranza opta a favore della Chiesa Cattolica, questa ottiene la maggioranza (circa l’85 per cento) dell’intero gettito.
Al miliardo di euro dell’8 per mille dei contribuenti, va aggiunta ogni anno una cifra dello stesso ordine di grandezza sborsata dal solo Stato (senza contare regioni, province e comuni) nei modi più disparati: nel 2004 , ad esempio, sono stati elargiti 478 milioni di euro per gli stipendi degli insegnanti di religione, 258 milioni per i finanziamenti alle scuole cattoliche, 44 milioni per le cinque università cattoliche, 25 milioni per la fornitura dei servizi idrici alla Città del Vaticano [sic], 20 milioni per l’Università Campus Biomedico dell’Opus Dei, 19 milioni per l’assunzione in ruolo degli insegnanti di religione, 18 milioni per i buoni scuola degli studenti delle scuole Cattoliche, 9 milioni per il fondo di sicurezza sociale dei dipendenti vaticani e dei loro familiari, 9 milioni per la ristrutturazione di edifici religiosi, 8 milioni per gli stipendi dei cappellani militari, 7 milioni per il fondo di previdenza del clero, 5 milioni per l’Ospedale di Padre Pio a San GiovanniRotondo, 2 milioni e mezzo per il finanziamento degli oratori, 2 milioni per la costruzione di edifici di culto, e così via.
Aggiungendo a tutto ciò una buona fetta del miliardo e mezzo di finanziamenti pubblici alla sanità, molta della quale è gestita da istituzioni cattoliche, si arriva facilmente ad una cifra complessiva annua di almeno tre miliardi di euro, cioè 6 mila miliardi di vecchie lire. Ma non è finita, perché a queste riuscite uscite vanno naturalmente aggiunte le mancate entrate per lo Stato dovute ad esenzioni fiscali di ogni genere alla Chiesa, valutate attorno ad altri sei miliardi di euro, cioè 12 mila miliardi di vecchie lire .
Gli enti ecclesiastici sono infatti circa 59 mila e posseggono circa 90 mila immobili, adibiti agli scopi più vari: parrocchie, oratori, conventi, seminari, case generalizie, missioni, scuole, collegi, istituti, case di cura, ospedali, ospizi, e così sia. Il loro valore ammonta ad almeno 30 miliardi di euro, ma essi sono esenti dalle imposte sui fabbricati, sui terreni, sul reddito delle persone giuridiche, sulle compravendite e sul valore aggiunto (IVA).
Per capire l’entità di questa enorme cifra complessiva di nove miliardi di euro, cioè 18 mila miliardi di vecchie lire, basta notare che si tratta del 45 per cento della manovra economica perla Finanziaria del 2006, che è stata di 20 miliardi: ovvero, senza la Chiesa, o almeno senza i suoi privilegi economici, lo Stato potrebbe praticamente dimezzare le tasse a tutti i suoi cittadini!
Come se non bastasse, alle esenzioni fiscali statali si aggiungono anche quelle comunali: ad esempio dall’ICI (“Imposta Comunale sugli Immobili”), in quanto gli enti ecclesiastici si autocertificano come “non commerciali”. Una sentenza della Corte di Cassazione, depositata l’8 marzo 2004, ha però stabilito che un centro di assistenza per bambini e anziani gestito dalle suore del Sacro Cuore dell’Aquila non poteva essere esentato dall’imposta, avendo fatto pagare rette regolari ai suoi ospiti: le suore dovevano dunque al Comune 70 mila euro di imposte arretrate. Poiché il precedente esponeva la Chiesa a simili rischi dovunque, i governi Berlusconi e Prodi sono corsi ai ripari: il primo allegando un temporaneo provvedimento alla Finanziaria per il 2006, e il secondo approvando un definitivo provvedimento che garantisce furbescamente l’esenzione dall’ICI agli enti «non esclusivamente commerciali». Ovvero, a tutte le imprese commerciali che siano dotate di una cappella, nella quale pregare Dio per l’animaccia balorda dei Cattolici e dei loro fiancheggiatori laici che siedono in parlamento, a destra o a “sinistra”.
In tal modo i comuni italiani perdono un gettito valutato intorno ai 2 miliardi e 250 milioni di euro annui. La Santa Sede possiede infatti un enorme patrimonio immobiliare anche fuori della Città del Vaticano, in parte specificato dal Trattato del 1929: dal palazzo del Sant’Uffizio a piazza San Pietro a quello di Propaganda Fide a piazza di Spagna, dall’Università Gregoriana al Collegio Lombardo, dalla basilica di San Francesco ad Assisi a quella di Sant’Antonio a Padova, da Villa Barberini a Castel Gandolfo, all’area di Santa Maria di Galeria che ospitala Radio Vaticana, e che da sola è più estesa del territorio dell’intero Stato (44 ettari).
Ma questi non sono che i gioielli della corona di una multinazionale che, secondo una stima recente , nel 2003 disponeva nella sola Italia di 504 seminari e 8.779 scuole, suddivise in 6.228 materne, 1.280 elementari, 1.136 secondarie e 135 universitarie o parauniversitarie. Oltre a 6.105 centri di assistenza, suddivisi in 1.853 case di cura, 1.669 centri di “difesa della vita e della famiglia”, 729 orfanotrofi, 534 consultori familiari, 399 nidi d’infanzia, 136 ambulatori e dispensari e 111 ospedali, più 674 di altro genere.
E naturalmente ironico, oltre che illustrativo della citata “svolta costantiniana”, che a possedere un tale tesoro, che si può globalmente valutare ad alcune centinaia di miliardi di euro, e a non pagarci neppure sopra le tasse, siano proprio coloro che dicono di ispirarsi agli insegnamenti di qualcuno che predicava: «Beati i poveri» e «Date a Cesare quel che è di Cesare», facendo letterali miracoli pur di permettere ai suoi apostoli di pagare anche una sola moneta di tributo.

sì. avete capito bene: metà (45%) dei soldi di una finanziaria se ne vanno a quei maiali. pensate a cosa sarebbe il nostro paese se la chiesa cattolica pagasse almeno le tasse. sarebbe un paese normale.

piergiorgio odifreddi è (anche) insieme a margherita hack, sergio staino e altri nel COMITATO DI PRESIDENZA della UAAR - UNIONE degli ATEI e degli AGNOSTICI RAZIONALISTI che tra le altre cose propongono la pratica dello sbattezzo per non far più parte della "Chiesa Cattolica Apostolica Romana". la pratica è molto semplice, basta inviare alla parrocchia dove siamo stati battezzati una raccomandata compilata come questa:

Raccomandata A/R

Al Parroco
della parrocchia di:
………………………………
indirizzo
………………………………
………………………………

data …………………………


OGGETTO: istanza ai sensi dell'art. 7 del Decreto Legislativo n. 196/2003.


Io, sottoscritt__ ……………………………………..., nat__ a ………………….………...,
il ………………..…..., residente a ……………………………………………..……….....,
con la presente istanza, presentata ai sensi dell'art. 7, comma 3, del Decreto Legislativo n. 196/2003, mi rivolgo a Lei in quanto responsabile dei registri parrocchiali.

Essendo stat_ sottopost_ a battesimo nella Sua parrocchia, in una data a me non nota ma presumibilmente di poco successiva alla mia nascita, desidero che venga rettificato il dato in Suo possesso, tramite annotazione sul registro dei battezzati, riconoscendo la mia inequivocabile volontà di non essere più considerat_ aderente alla confessione religiosa denominata "Chiesa cattolica apostolica romana".

Chiedo inoltre che dell'avvenuta annotazione mi sia data conferma per lettera, debitamente sottoscritta.

Si segnala che, in caso di mancato o inidoneo riscontro alla presente istanza entro 15 giorni, mi riservo, ai sensi dell'art. 145 del Decreto Legislativo n. 196/2003, di rivolgermi all'autorità giudiziaria o di presentare ricorso al Garante per la protezione dei dati personali.

Ciò, in ottemperanza del Decreto Legislativo n. 196/2003 (che ha sostituito, a decorrere dall’1/1/2004, la previgente Legge n. 675/1996), in ossequio al pronunciamento del Garante per la protezione dei dati personali del 13/9/1999 ed alla sentenza del Tribunale di Padova depositata il 29/5/2000.

Si diffida dal comunicare il contenuto della presente richiesta a soggetti terzi che siano estranei al trattamento, e si avverte che la diffusione o la comunicazione a terzi di dati sensibili può configurare un illecito penale ai sensi dell'art. 167 del D.lgs. n. 196 del 2003.

Si allega fotocopia del documento d'identità.

Distintamente.

Firma ……………….………

[AVVERTENZA: prima di inviare la richiesta è indispensabile leggere le informazioni pubblicate sul sito dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (www.uaar.it) nella sezione Laicità, scheda Sbattezzo, para¬grafo “Cosa bisogna fare per non essere considerati più cattolici?”]

per saperne di più: www.uaar.it ........è facile!


- 1968


a torino, qualche settimana fa, luca boschi mi mostra dei topolino del '68. li guardo con poco interesse. ne sfoglio uno. mai letta una storia di topolino o di paperino in vita mia. non ne faccio un vanto. è solo che non è mai successo. come non ho mai fatto un lancio col paracadute o la maionese fatta in casa. quindi sfogliare quel giornaletto di quarant'anni fa... non poteva destare in me molta curiosità. ma in quarta di copertina trovo la pubblicità della pistola giocattolo cobra-s. la prima cosa che noto (da grafico) è il fatto che contiene tutti gli errori che un pubblicitario dovrebbe evitare di fare: manca il logo della ditta produttrice, e soprattutto manca la foto che riproduce la stessa cobra-s, la pistola giocattolo in questione. la foto del bambino (possibile acquirente) è tagliata malissimo, amputandogli le gambe sotto al ginocchio e il braccio destro con il testo che scorre sopra le parti mancanti. il braccio sinistro alzato... con la mano che non fa neanche il gesto tipico delle dita a simulare una pistola. sono dita in una posizione casuale... in un gesto di improvvisato entusiasmo. vabbé... quarant'anni fa la società dell'immagine per come la intendiamo oggi era ancora non lontanissima, ma lontana.
la cosa che però, ovviamente, mi lascia stordito (e giustifica lo scatto col mio cellulare del cazzo) è il testo che pubblicizza il giocattolo. leggetelo. e penserete subito alle stragi nei campus americani dei mesi e degli anni scorsi. "a scuola sono più sicuro di me, con gli amici sto alla pari dei più forti". mi ha fatto ridere parecchio. qualcuno potrebbe pensare al fatto che non potevano sapere... che le tragi di studenti erano ancora lontane. ma il '68 è stato: il "mitico" maggio francese (diventato quasi "il '68" per antonomasia), la primavera di praga, l'esplodere dei movimenti studenteschi in germania e in italia, il ferimento del leader tedesco rudi dutschke, l'opposizione negli stati uniti alla guerra in vietnam, l'assassinio di martin luther king, le sanguinose rivolte dei ghetti neri, la terribile strage di piazza delle 3 culture a città del messico (con un numero di vittime che non fu mai accertato, ma sicuramente superiore alle duecento persone), il famoso gesto di protesta degli atleti afroamericani alla premiazione olimpica dei 200 metri piani, con tommy smith e john carlos sul podio a pugno chiuso, a segnare l'adesione al movimento del black power... e tante altre cose ancora. insomma, un anno caldissimo. con centinaia di morti ammazzati in tutto l mondo.
e il povero topolino? l'innocuo topolino vendeva innocue pistole di plastica.

- LO SPUNTINO


nel 1987 avevo 14 anni. frequentavo il "glorioso" istituto statale d'arte di firenze e passavo due mattine alla settimana in giro per il centro facendo forca (marinare la scuola in fiorentino). l'istituto che frequentavo era la scuola pù anarchica che ci fosse nella mia città. si poteva uscire e entrare agli orari preferiti, si facevano incontri bizzarri e lunghe occupazioni ai tempi delle "pantere nere". si poteva fumare erba in classe e disegnare tutto il giorno facendo piccole pause con chimica, fisica e matematica. quelli sono stati per me anni fondamentali. l'87 è stato un momento di scoperte formidabili. primi approcci con le droghe, primi esperienze sessuali incomplete... e soprattutto la scoperta dell'arte e del fatto che avrebbe segnato per intero la mia vita. tante cose per un ragazzino depresso e con istinti suicidi. tante cose che riuscivano a dare una nuova parvenza di senso generale alla mia adolescenza. cose che mi hanno salvato la vita più di una volta.
ebbene... le mattinate passate in giro per il centro terminavano sempre in un locale in s. lorenzo, vicino ai mercati generali. "lo spuntino". pensavamo che quella pizza fosse la migliore della città. anni dopo ho scoperto che ci sbagliavamo di grosso.
qualche giorno fa... ci passo davanti e mi metto a sbirciare l'interno dalla porta finestra. strano. in vent'anni esatti niente era cambiato. quel posto era orribile nell'87 tanto quanto adesso nel 2007. stesse panche di legno laccato lucido, stesse tovagliette, stessa disposizione dei tavoli, stessi squallidi quadri con brutte riproduzioni delle pubblicita della coca cola... stesso odore, stessi lampadari. una cristallizzazione. e scattando la foto (col mio, sì... col mio cellulare del cazzo) ho avuto la sensazione di fotografare una fotografia.
così è stato abbastanza facile guardare quel posto e ricordare. perché eravamo sempre in tre o quattro in quelle mattine. io, cesare, vania, ferruccio. a volte anche emanuele. ma forse no. e stavamo lì a parlare. parlare, parlare... di fumetti e di storie da inventare. eravamo convinti che dovevamo produrre almeno una cosa fondamentale entro i sedici anni. ovviamente a sedici c'inventammo la cosa che l'importante era farla entro i diciotto e così via...
eravamo bellissimi insieme. cesare ha scoperto la musica, vania il teatro, ferruccio non so. perso di vista. emanuele becheri è una firma nascente nel panorama dell'arte contemporanea italiana. ed è strano pensare al fatto che da quel momento le mie giornate non siano cambiate poi molto. continuo ad inventare storie. un giorno o l'altro vorrei passare anche dalla mia vecchia scuola d'arte e vedere se è ancora lei. da quando mi sono diplomato non c'ho rimesso piede. mi hanno detto che sambra un altro posto. che non è più la stessa. che sta male. che l'anarchia è terminata. che adesso, dopo la ristrutturazione, è una scuola come tutte le altre. dove si va per studiare arte.
sarà... noi avevamo imparato tutto fra i tavoli de "lo spuntino".

- VEDERSI ADDORMENTATI


è strano pensare che fino all'avvento della fotografia nessuno avrebbe mai potuto vedersi addormentato. lo so, è un pensiero un po' sghembo, ma... ci potrei riflettere sopra per anni.

- HO UN ALTRO GATTO ROSSO


grazie a claudia (allieva del terzo anno del corso di fumetto alla scuola internazionale di comics) ho un gatto rosso. ha una personalità pacifica e tranquilla. simile a quella di sdrubolo. si addormenta ovunque. il primo giorno ha sopportato le lezioni a scuola trovando conforto nel dormire sul caldo portatile di urban rats...

- ITALIOPOLI di oliviero beha


FORSE OGGI IN ITALIA SIAMO GIUNTI AGLI ESTREMI: FORSE QUESTE INNUMEREVOLI MAFIE STANNO PER SALDARSI TRA LORO COME IN UN GIOCO DI PUZZLE, COSÌ DA NON LASCIARE NEMMENO UNO SPAZIO DOVE VIVERE E RESPIRARE.
Pietro Citati, la Repubblica

Un paese che affonda sotto i colpi di una classe dirigente sempre più prodiga di cattivi esempi, in un deserto di valori.
Un ceto politico affannosamente complementare nella finzione tra destra e sinistra.
Un potere barricato in un Residence privo di cultura, che sostituisce la realtà con la sua rappresentazione televisiva. L’Italia mafiosa di oggi, ben oltre la mafia tradizionale negli interessi e nei comportamenti.
Un viaggio della mente e del cuore per denunciare una società in pezzi, e cogliere i segnali di “nuove resistenze” nella stagione peggiore degli ultimi cinquant’anni.

la sera dopo il mio incontro a sarzana per "i libri per strada", e relativa presentazione di p-hpc, è stata la volta di oliviero beha per presentare il suo ultimo libro. italiopoli. è un libro strano nel panorama italiano. un libro pieno di descrizioni di nefandezze e di nomi e cognomi. c'è del coraggio in quel libro ed è stato bello ascoltare questo giornalista anomalo dire cose come: "una volta ho detto che maurizio costanzo è l'equivalente di totò riina se avesse studiato. e ovviamente mi aspettavo una querela. ma non da riina."
questo è un paese fatto di lacché (persone che si comportano in modo servile e ossequioso, specialmente con personaggi importanti o influenti)... è sempre più raro sentire giornalisti o intellettuali attaccare pesantemente il sistema. italiopoli. leggetelo.