COSE DIVERSE...
24 HOURS ITALY COMICS

ci siamo divertiti un bel po'. ci siamo stancati. io ho passato 40 ore senza dormire ed è stato massacrante. però è stato bello. soprattutto incontrare amici che non vedevo da tanto e conoscere autori che non avevo mai incontrato di persona (come giacon) o altri che conoscevo appena (come semerano). in ogni caso ce l'ho fatta a finire... e trovate tutto QUI. in attesa che venga pubblicato sul sito ufficiale della 24HIC a cura de LO SPAZIO BIANCO insieme agli altri lavori. grazie a tutti, soprattutto a quelli dello staff che non ci hanno fatto mancare nulla... come caffé e redbull, e che hanno aggiornato continuamente il BLOG della 24HIC.
***
stamattina tac con liquido di contrasto. appena entro nel reparto un dottore mi dice: "dall'ecografia questa massa chiara (la indica sulla foto)... sembra un angioma epatico, è vero. ma non si può sapere. l'ecografia non da certezze. potrebbe essere altro. un tumore maligno e magari molto aggressivo. quindi le consiglio di firmare questo foglio, dove ci autorizza a intervenire con un liquido di contrasto per indagare meglio sulla natura di questo... nodulo".leggo il foglio. parla di possibili allergie anche mortali. c'è scritto: in caso di crisi respiratoria o cardiaca i medici presenti si occuperanno immediatamente del paziente.
il dottore mi guarda: "non si spaventi, sono casi rarissimi". firmo.
un'infermiera mi inserisce una canula nel braccio. mi dice: "adesso le immetto una soluzione acquosa... il liquido lo inseriremo dopo. quando saremo in sala. sentirà del calore partire dal braccio e arrivare al cuore e poi quel calore si dipanerà per tutto il corpo, fino alle sue estremità. non deve spaventarsi, è una reazione del tutto normale. se avvertirà sintomi diversi, come nausea o difficoltà respiratoria, ci avverta immediatamente". ok.
mi chiamano. mi abbassano i pantaloni. "si sdrai". mi sdraio. "è pronto?" sì. "è un po' spaventato?" bé... "vuole un bicchiere d'acqua?" no. "procediamo?" procediamo.

il lettino scorre all'interno dell'anello. i dottori escono dalla sala per ripararsi dalle radiazioni ionizzanti. si accende una lampada gialla. una voce metallica dice: "faccia un respiro profondo e lo trattenga". l'anello comincia a girare. si spegne la luce gialla. la voce metallica: "respiri". ripetiamo la cosa un paio di volte. poi l'infermiera entra in sala. "adesso le inserisco il liquido di contrasto". ok. "se avverte qualsiasi sintomo diverso da quelli che le ho descritto, ci avverta immediatamente". d'accordo.
sento il sangue diventare caldo e scorrere nel braccio verso l'alto, verso il cuore. il lettino scorre attraverso l'anello. "stia tranquillo, siamo tutti dietro a quel vetro". arriva al cuore. chiudo gli occhi. è come un'esplosione iridescente. non scherzo. calda. come un emorragia. non è dolorosa, ma fa paura. e poi si irradia per tutto il corpo. fino alla punta dei piedi e delle mani. ti toglie il respiro. la voce metallica: "faccia un respiro profondo e lo trattenga". l'anello comincia a girare. si spegne la luce gialla. la voce metallica: "respiri". ripetiamo la cosa per quattro volte. penso... fra dieci minuti al massimo mi diranno se ho un tumore maligno. e poi termina tutto. e mi trovo seduto sul lettuccio. intontito. "si sente bene?". sì. i risultati sono quasi pronti. arriva il dottore. "sì, è un angioma. uno dei più comuni. quindi niente di troppo grave. faccia controlli annui. basteranno semplici ecografie." tiro il più lungo e contratto sospiro della mia vita. posso andare a casa. mi sono sentito un po' uto in p-hpc. ma adesso sto bene.
***
qualche minuto fa dicevo di essermi sentito un po' come uto in p-hpc. e scopro che proprio oggi su comicus.it è apparsa una bellissima recensione di simone celli proprio su p-hpc. leggendola mi sono commosso davvero. perché non c'è niente che ti da più soddisfazione del fare una cosa che poi viene recepita per intero. tutta tutta. e questo mi rende felice? bé, diciamo che mi da un senso. è più corretto. specialmente in una giornata del cazzo come quella che ho passato oggi.e un'altra su SCUOLA DI FUMETTO curata da massimo galletti. un critico che ho sempre stimato.

P-HPC Post-Human Processing Center
È un romanzo a fumetti sicuramente inusuale.
È un fumetto costruito per buona parte con vignette tradizionalmente disegnate, per la gran parte con fotografie rielaborate al computer, qua e là con testi più lunghi dal ritmo meno fumettistico, qua e là ancora con disegni o fotografie a tutta pagina; spesso il testo segue le immagini parallelamente, o le anticipa o le segue. Ci sono balloon vuoti e ci sono pixel fotografici sgranati. Ci sono parti a “fotoromanzo” dal sapore poetico, linguisticamente fumetto, ma dalla funzione di unico grande quadro costruito di dettagli conseguenti, con un enorme lavoro di ricostruzione digitale necessario e conseguente allo svolgimento della trama: i protagonisti sono due ragazzi che decidono autonomamente di essere trasformati in computer post umani.
È, linguisticamente, un gran lavoro. È, linguisticamente, un ottimo fumetto. Non so quanta roba ci sia, in giro per il mondo, che ha tentato, riuscendoci, un numero simile di intersezioni linguistiche di immagini fisse, per costruire un fumetto. chissà, forse le dita di una mano, forse. E di un romanzo così ampio di pagine e numero di immagini, così minuzioso ed approfondito nel seguire passo passo la sua trama breve di avvenimenti ma lunghissima di pensieri, ricordi, evoluzioni dei protagonisti: forse, credo, proprio nessuno.
Ha un ritmo lento, piano, ossessivo, incessante, ogni battito una piccola tappa di una discesa agli inferi. Il fumetto è ritmo. P-HPC è un ottimo fumetto. E anche un bell’oggetto libro, ottima grafica, bella carta, nemmeno molto caro in rapporto alla mole di roba che c’è dentro.
Poi: P-HPC è una storia di adolescenti, che guarda agli adolescenti come ad un corpo sociale sospeso in un vuoto tra depressione e assenza, ne narra due fughe tragicamente e incoscientemente sciocche verso un non futuro aberrante. È, in parte, una storia d’amore non corrisposto. Vuole essere, forse, metafora di una società che ci vuole macchine alienate, specie i ragazzi, carne da macello da sempre preferita, più fresca e fragile. Altrove sono la fame o le guerre… qui nell’occidente la guerra è questa, ci suggerisce l’autore. P-HPC è una storia tristissima, di una tristezza sconfinata, senza appigli, senza boccate d’aria. È un binario inderagliabile. Forse un grido volutamente mozzato. Eccessivamente.
***
A SETTEMBRE MOSTRA di PINOCCHIO a SAN PIETROBURGO
A SETTEMBRE MOSTRA di PINOCCHIO a SAN PIETROBURGO


























