giovedì 27 dicembre 2007

CLAUSURA #1

domani trasloco per qualche mese a casa di alessio (dual) d'uva. l'idea è semplice semplice: rinchiudermi in una prigione per disintossicarmi dal mondo. sì sì, dal mondo. credo di averne fatta indigestione, ultimamente. il fatto è che è buono, il mondo. molto buono. buonissimo. ma... mi fa male la pancia. sì. questo 2008 inizierà così, con una sorta di purga. dovuta e necessaria. trascorrerò le mie giornate in solitudine cercando di riallacciare i fili ingarbugliati di diverse cose. perché così disorientato... erano anni che non mi ci sentivo. disorientato. ecco. disperso. con tante cose da fare e la testa confusa e non so bene cosa... frammentata. e ci sono cose che reputo troppo importanti per portarle a termine senza la dovuta concentrazione e serenità d'animo. già. unica finestra aperta: questo blog, che continuerò ad aggiornare. per il resto... conteranno solo le cose che voglio fare. i miei libri. punto. buon anno... e ci sentiamo presto.

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È ORA...

sì. è proprio ora di cambiare macchina. ammetto di essere molto affezionato al mio emac... ed è anche per questo che fino ad oggi non ho mai voluto prenderne uno nuovo. ha visto nascere e svilupparsi al suo interno tutti i miei libri e diverse altre cose. è stato in tante case, mi ha seguito per quattro anni. ma adesso è ora di mandarlo in pensione. povero. ci sono stati periodi in cui ha funzionato esattamente come terzo emisfero del mio cervello. e lo considero tale. a differenza degli altri due emisferi non mi ha mai giocato brutti scherzi, non mi ha mai tradito. il mio emac è stato la parte più buona e operosa e diligente e lineare e rispettosa e gentile e paziente e educata e musicale e pulita e silenziosa e confortante e stabile e presente e tollerante di me stesso. ma adesso comincia ad avere i suoi acciacchi. comincia ad essere stanco e mi chiede quotidianamente di staccarsi da me e da tutte le violenze alle quali l'ho sottoposto per anni. e se gli altri due emisferi, non li posso cambiare o implementare... questa sì. lui, sì. e il suo successore sarà, inevitabilmente, questo imac da 24".

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DISGUSTO
come un bavaglio passe-partout ultrachic

qui le giornate trascorrono abbastanza lentamente. scrivo poco. disegno poco. penso. penso. penso. mi è capitato fra le mani il numero di gennaio di "velvet" di repubblica.

???

te lo fanno pure pagare. 290 pagine di pubblicità. e un'altra decina di pubblicità camuffate da articoletto.

"VELVET presenta l'ultimo accessorio di culto: IL NEOCOLLIER - come un bavaglio passe-partout ULTRACHIC - più scenografico dei diamanti. meno impegnativo delle perle. da solo cambia ogni abito."

e questo è solo il titolo.
poi inizia l'articoletto:

"karl 'kaiser' lagerfeld ne sa una più del diavolo: quest'inverno, sulla passerella di chanel, ha ribadito che basta un solo accessorio, giocato con scenografia e irriverenza, per cambiare qualsiasi completo. per questo ha creato una collana BAVAGLINO di plexiglass. [...] il suo segreto? stupire con l'effetto design."

mmh. dovreste vedere le foto. un bavaglino come quelli dei bambini... ma per signore. casomai lo sperma di un pompino macchiasse la camicetta lagerfeld. ovvio.

ma ora io penso... e penso, penso, penso... ma il gruppo editoriale l'espresso, con "xl", questo tristissimo "velvet" e altre stronzate simili, che cazzo di società ha in testa? e in che cazzo di direzione gli preme di spingerla?

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PINOCCHIO

sul sito uBC una recensione di pinocchio a cura di m. galea.

"Ho sempre adorato la storia di Pinocchio, i suoi personaggi, le sue contraddizioni, il contrasto spesso ignorato dai più tra l'originale, duro, durissimo, di Collodi e la versione edulcorata della Disney. Non c'è un elemento preciso che mi attira, ma un insieme di fattori, e l'aver sempre visto in Pinocchio un modello nebuloso perso nella mia infanzia.

Così, quando a Lucca ho visto questo cartonato dal nome Pinocchio non ho esitato e l'ho preso a scatola chiusa, nonostante la copertina non promettesse nulla di rassicurante. Nonostante alcuni miei colleghi di uBC mi continuassero a chiedere cosa mi avesse spinto a comprare "una cosa del genere". Nonostante ci abbia messo più di due mesi a decidermi di leggerlo, aspettando la serata giusta.

L'altro giorno la serata giusta è arrivata. L'ho letto tutto d'un fiato, restando senza fiato, con la gola un po' rauca e secca. E dopo aver messo giù l'albo ci ho messo due ore prima di riuscire ad addormentarmi. E in quelle due ore ho a lungo pensato a questa recensione, a come trasmettere quel che c'è in questo Pinocchio. A come parlare di un fumetto difficile.
E la prima persona mi è parsa l'unica maniera. Ecco quindi questo lungo preambolo. Ed ecco quindi le mie riflessioni."

la trovate per intero QUI

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X-OFF + CHRISTOPHE = 2
e la propaganda

"X-Off, occhiali da sole nel buio, tiene la telecamera in mano come fosse un'arma".

sul numero di dicembre di "rolling stone" (lo so, ne compro un po' troppi di questi magazine del cazzo, ma vi giuro lo faccio solo a scopo documentativo. antropologia culturale, insomma) avevo letto un articolo su questo regista innovativo. distrattamente, lo ammetto. un po' così, in treno, fra un panorama di centrali elettriche e un altro di... centrali elettriche. e poi del porno non me ne è mai fregato nulla. poi qualche giorno dopo mi chiama akab e mi spiega che fine ha fatto christophe, il mio amico regista belga preferito, è a barcellona e gira film porno. a suo modo è diventato, con soli due o tre film all'attivo, una sorta di regista cult...

breve nota biografica: non ricordo bene in che anno (forse erano i primi del duemila, o forse gli ultimi anni novanta) mi trovavo a milano. lavoravamo su un corto con dei pupazzi animati, io, akab, claus, tatjana... e christophe. e ricordo che una sera, all'entrata di pergola, un coglione mi puntò una pistola e cercò di rapinarmi. la sera del giorno dopo ero un po' confuso e con le ginocchia sbucciate e christophe per tirarmi su, mi portò in camera sua per mostrarmi una cosa. aprì un armadietto e ne tirò fuori una pila di riviste d'epoca. le teneva in mano come fossero un tesoro. le aveva avute in 'eredità' da qualche parente. ci sedemmo per terra e cominciò a sfogliarmele. si trattava del magazine tedesco "signal". ne rimasi sconvolto. talmente tanto da dimenticarmi anche della pistola di quel coglione del giorno prima. "signal" era una rivista degli anni '40. con una qualità di stampa altissima. sembrava un numero di "panorama" o de "l'espresso" o raba del genere. c'erano articoli sui tedeschi al mare in vacanza e altri sui militari tedeschi al fronte, grafici sull'avanzata in europa e pubblicità della pelikan, mercedes, agfa e wolkswagen con all'interno svastiche varie o soldati in divisa (difficilissimo trovarne alcune significative sulla rete). articoli sulle feste da ballo e altri sulle nuove tecnologie belliche, tedeschi che fanno sport, tedeschi che combattono, tedeschi che pedalano in campagna con la famiglia e altri alla guida di un carro armato della wermacht. il messaggio era ovvio: la guerra è, e sarà sempre, una costante normale nella vostra esistenza. quelle decine di numeri di "signal" erano la dimostrazione lampante di quanto i nazisti tenessero in cosiderazione l'importanza della propaganda in generale e avessero ben in mente la capacità persuasiva dell'immagine fotografica. non dimenticherò mai quella nottata a parlare delle strategie di propaganda nazista comparate a quelle (identiche) occidentali contemporanee. sì. credo che io e christophe diventammo davvero amici quella sera.

e nonostante tutto, non so perché, non riesco a fare un'associazione mentale banale, del tipo: x-off è christophe. c'è pure la sua foto. e quel tipo c'ha pure il suo tatuaggio. e nell'intervista parlava di docu-qualcosa. insomma... christophe parlava sempre di docu-qualcosa e... e ha sempre tenuto la videovcamera in mano come fosse un'arma. niente. non c'ero arrivato. fortunatamente akab mi fa: su "rolling stone" di questo mese, c'è pure un articolo su di lui.
al di là della notizia... la cosa mi ha creato un vivo senso di smarrimento. che sta succedendo ai miei neuroni? non riesco a fare più 1+1=2? una forma silenziosa di cancro? oppure albert hofmann mentiva spudoratamente nel negare qualsiasi effetto collaterale legato all'abuso di acidi?

sabato 22 dicembre 2007

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martedì 11 dicembre 2007

ULTIMA DATA DEL TOUR A.FU.I.

SABATO 15 DICEMBRE SARÒ A REGGIO CALABRIA ALLA FUMETTERIA FUMETTOPOLI PER L'ULTIMA DATA DEL TOUR ORGANIZZATO DALL'A.FU.I.

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ANCHE LE SUORE SOGNANO PAESAGGI INDUSTRIALI


SOGNI
Caricato da ausoniart

martedì 4 dicembre 2007

INVERNO 2007

non ricordavo un inverno così da parecchi anni. i miei pochi ricordi sono quasi tutti invernali (come se la mia scarsa memoria non avesse spazio a sufficienza per salvare immagini di ventilatori, binari roventi, gelati squagliati sull'asfalto liquido, pomeriggi con le tapparelle chiuse, serate soffocanti sotto l'aureola molle dei lampioni del centro e cose simili) e cominciavo ad avere la sensazione che, nel tempo, probabilmente, quegli inverni si fossero modificati fino a sembrarmi cose più sognate che vissute. negli ultimi dieci anni arrivava il gelo e tutto sembrava lontano dai novembredicembregennaio della mia più che tarda adolescenza. tutta un'altra cosa. ho immagini di cappotti e sciarpe, nocche arrossate e screpolate, stick di labello persi fra le tasche e vapori attaccati alle parole. i primi irish coffee della stagione bevuti in qualche pub a caso per ripararsi dalla pioggia e vin brulè annusati in qualche bettola o in qualche mercatino natalizio tedesco... in attesa di scaldare le ossa fradice e sporche, trafugate in qualche cimitero di montagna. e ricordi di chiacchiere chiusi a casa, col vento che fa sbattere i "gatti" dei cinesi, appesi ad essiccare alle finestre. immagini di biscotti alla cannella a forma di stella cometa, pozzanghere con insetti annegati nel freddo e uova di uccello incastonate in una palla di neve - come un'antica cella criogena naturale - delicatamente appoggiata su un nido. e poi ricordi di chiacchierate continueinterminabili ad aspettare gli amici sotto a un terrazzo, mentre il sangue inonda la strada dopo un improvviso incidente stradale. le streghe di passaggio, le notti a scaldare i piedi dell'altro... le profezie che si avverano, i caffé bollenti, le vie deserte, le finestre che di sera lasciano intravedere patetici barlumi arancioni di apparenti normalità domestiche. ricordi di finesettimana in giro, neve che detesto, dolci ustionanti, guanti... le lenzuola fredde che piano piano assorbono il nostro calore e diventano membrane uterine contenenti due feti gemelli che inspiegabilmente fanno l'amore.
bé... questo inverno, ci somiglia un po'.

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COLLANA SDRUBOLO

e mentre fluisce il mio inverno bello come pochi altri, fluisce anche il lavoro. ipotesi, contratti da vagliare, intenti comuni, progetti, nuove proposte, sogni, cose molto pratiche da sistemare. ieri una telefonata lunga ore con marco belotti per capire alcune cose e sistemare i contratti che ci riguardano. devo dire che marco ha la capacità (innata) di non farmi mai saltare i nervi, anche su cose noiose e burocratiche. ha una voce molto bella e ce la ridiamo spesso. le sue idee mi piacciono e confermo la mia voglia di continuare a progettare molti altri libri con lui e la sua piccola (ma onesta e professionale) realtà editoriale. l'idea di creare una collana di libri tutta mia adesso è in fase avanzata e devo ammettere che l'esserne il curatore unico e protagonista assoluto è un'esperienza tanto folle quanto bizzarra quanto meravigliosa. specialmente se tutto ciò è voluto e sostenuto da una persona che crede ciecamente in me e nel mio lavoro. cavolo se mi sento fortunato! l'idea della collana rimane quella iniziale, prossima uscita (primavera 2008): "ausonia's serious toyz" e per lucca 2008 prevedo di far uscire una storia a fotofumetti... per le uscite successive ho in mente un racconto illustrato, scritto da un autore che amo (e che anche molti di voi amano) e poi nuovamente una storia a fumetti... l'unica cosa che mancava era il nome della collana. ma in questi giorni ho pensato al mio gatto rosso che non ho più... e mi piace l'idea di dedicargliela. il logo mi piace perché contiene due occhi, un naso e una bocca a forma di sorriso fuoriposto... un po' come la faccia, tutta storta, del mio povero gatto.

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A PROPOSITO DI BEAUTY INDUSTRIES

"Come abbiamo scoperto in una recente intervista, questo albetto nato in breve tempo dalla mente di Ausonia è diventato il primo di una vera e propria collana semestrale. Ben venga sapere di poter godere di un appuntamento fisso con la voce originale e personale di questo autore, perché ne avvertiamo il bisogno! Seppure questo Beauty Industries sia meno ricco di metatesto e abbia meno respiro rispetto a Pinocchio o P-HPC, si rivela comunque ben scritto, curioso nel suo formato e nella sua impostazione da film muto, e diretto nel suo messaggio sul consumismo e sull'inutilità di certe spinte indotte dalla società. Ancora, grazie!"
ettore gabrielli

"[...] Per quanto riguarda i fumettisti italiani contemporanei, si vuole qui rivolgere una certa attenzione ad una nuova figura che ha saputo attirare interesse proprio per la sua abilità nel fondere queste varie caratteristiche: Ausonia si è presentato sul mercato proprio sfruttando ottimamente le versatilità delle tavole fumettistiche, aggiungendoci un suo stile accattivante non canonico per il genere italiano, con questo ancor più invitante, celando in ogni sua opera un risvolto meditativo profondo, filosofico e anche di riflessione sociale. [...] In “Beauty Industries” scompaiono le tipiche nuvole da fumetto ed i riquadri descrittivi. E' proprio questo silenzio fatto di immagini a colpire il lettore, non vi è nulla da aggiungere in forma scritta; tale eloquenza è così preponderante e rumorosa che il suo messaggio arriva direttamente al cuore o ancora di più all'anima, rovesciando i concetti ed i preconcetti, spingendo lo spettatore al pensiero e alla riflessione. Il tutto impastato con sapienza: l'armonia tra immagini, successione delle tavole e la cromatica di chine è così lineare da attrarre ed allo stesso tempo travolgere il lettore. Come con una poesia ben costruita si viene messi davanti, grazie a metafore visive, ad una realtà molte volte inosservata perché concepita come abituale e la cui riscoperta, proprio per questo suo assopimento nel nostro inconscio, ci risulta ancor più disarmante. [...]"
lorenzo pellegrini

"Appropriarsi del bello per denaro, per poi impiegare quello stesso denaro per acquistare qualcosa di bello. Un meccanismo ricorsivo che fa perno sul marchio delle Beauty Industries, una sorta di multinazionale onnipervasiva che fa della bellezza una merce da acquisire per poi rivenderla. Anche fosse un fiore, anche fosse uno di quegli steli d’erba su cui, un giorno, ci potrebbe venire l’idea di coricarci.
Dopo P-HPC, Ausonia smorza doverosamente i toni, seppur senza rinunciare a manifestare il proprio dissenso nei confronti di una mercificazione in atto, verso quello squallido ricircolo di denaro che tutto può e che tutto muove.
Tematiche a forte rischio di retorica, un pericolo sventato grazie all’immediatezza di un raccontare metaforico e muto, costruito su fotogrammi widescreen il cui silenzio accresce il senso di asetticità e di malinconia che permea l’aria."
simone celli

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VENERDÌ 7 E SABATO 8 DICEMBRE SARÒ A BERGAMO ALLA FUMETTERIA ARCADIA OLTRE LE NUVOLE. ABBIAMO DECISO DI PROLUNGARE L'INCONTRO...