"Non si può parlare di globalizzazione, ma di disneyzzazione del mondo."
terry gilliam - intervista
"Fra qualche anno cambierà. Conosci il giornale in cui lavoro: ciò che cerchiamo di creare è un'umanità artificiosa, frivola, che non sarà mai più toccata dalle cose serie né da l'umorismo, che vivrà fino alla morte in una ricerca sempre più disperata del fun e del sesso; una generazione di eterni kids. Ci riusciremo ovviamente; e, in quel mondo, non ci sarà più posto per te."
michel houellbecq - la possibilità di un'isola
"Credo che viviamo in un "asilo globale" perché c'è un sistema di lavaggio del cervello che ci rende infantili e immaturi. Pensiamo che se compriamo ancora un altro oggetto possiamo diventare felici; siamo circondati da giocattoli e oggetti e siamo invitati a passare tutta la nostra vita a giocare con i giocattoli. Questa è infantilizzazione dell'essere umano, un'infantilizzazione sistematica dell'intera umanità. Ho visto qualche tempo fa dei graffiti in Israele che dicevano: siamo nati per comprare. Ma non tutti noi. Alcuni sono nati per vendere e loro sono i responsabili dell'infantilizzazione dell'umanità."
amos oz - intervista
"Più diventa tutto inutile e più credi che sia vero e il giorno della fine non ti servirà l'inglese."
franco battiato - il re del mondo
"I nostri nonni lottarono per i propri diritti. Diritti che il nuovo blocco di potere riformista confindustriale sta cancellando uno dopo l'altro. Mentre voi giocate con la Playstation... quelli ve lo mettono nel culo. Voi pensate, che sia un effetto speciale di Super Mario, ma in realtà sono loro che ve lo stanno mettendo nel culo."
daniele luttazzi - decameron
"Nel succedersi delle generazioni può avvenire che si abbia una generazione anziana dalle idee antiquate e una generazione giovane dalle idee infantili, che cioè manchi l’anello storico intermedio, la generazione che abbia potuto educare i giovani.”
antonio gramsci
"Vede la Fine. In metropolitana. Nella puttana che le si siede a fianco. Nel tizio stanco. Nella sua borsa di Dior. Muore il Mercato. Per autoconsunzione. Non è peccato. E non è Marx & Engels. E’ l’estinzione. E’ un ragazzino in agonia. Vede la Fine in me che spendo soldi e tempo in un Nintendo dentro il bar della stazione e da anni non la chiamo più."
baustelle - il liberismo ha i giorni contati
"Il critico militante è, come sosteneva Luperini, il custode 'addetto alla memoria selettiva della civiltà'. Selettiva. Appunto. E non è certo lo specifico della serialità - che poi non esiste, perché pur essendo entrambi seriali, tra Popeye e Dago non c'è alcuna affinità - a determinare questa selettività. In quanto l'unico comune denominatore dei tanti fumetti seriali è, a mio avviso, il mercato. E, cazzo! C'è qualcuno che se la sente di sostenere che il mercato può essere una legittima autorità canonizzante?"
boris battaglia - l'ippoghigno nella bruma
"Non è affatto vero che io non credo nel progresso, io credo nel progresso. Non credo nello sviluppo. E nella fattispecie in questo sviluppo. Ed è questo sviluppo che da alla mia natura gaia una svolta tremendamente triste, quasi tragica."
pier paolo pasolini - intervista
"Le opere d'arte sono di una solitudine infinita, e nulla può raggiungerle meno della critica."
il lavoro procede. si intensifica e prende sempre più forma. anche se nel mezzo ci sono delle pause. una di queste è l'aver iniziato (con entusiasmo) a lavorare su una storia breve (10 pagine di fotofumetto) per un magazine non di fumetti. la cosa che mi piace è che è uno dei pochi allegati a un quotidiano che mi piacciono. meglio. e poi il curatore della cosa mi sta lasciando massima libertà, colpito dall'approccio che ho avuto su p-hpc. la storia girerà intorno alla guerra civile in sierra leone legata allo sfruttamento delle risorse minerarie (diamanti e oro) da parte delle multinazionali. il buon marco belotti, della leopoldobloom, mi sta aiutando a produrre la cosa, cercando una modella da far recitare nel ruolo della protagonista, trovando le locations nelle quali allestire i set fotografici ecc... ecc... (ha ragione chi dice che il signor belotti stia diventando il mio angelo custode, una sorta di magnate che come nessun altro sostiene il mio lavoro. lo ringrazio qui. pubblicamente).
domani invece inizierò un nuovo corso nella scuola in cui lavoro e il tempo per fare tutto sarà poco. quindi prevedo due mesi di fuoco, lontani anni luce dal tipo di ritmi che ho avuto in queste ultime settimane. insomma ho polleggiato un po'. ora si ricomincia a fare sul serio.
averli nel 2008. eh sì, perché c'è una bella differenza. tutto sommato sono diventato un uomo simile a quello che mi auguravo di diventare vent'anni fa. per quanto riguarda la mia "carriera" artistica, intendo. a quattordici anni mi piacevano quegli uomini duri e puri che combattevano per affermare il proprio talento e che non avevano ancora venduto il culo al primo, o al secondo, o al terzo, o al quarto, o al quinto offerente per mancanza di idee o di dignità. uomini capaci di resistere alle intemperie acide anche se costretti a dormire fuori, a gennaio, e stai a vedere che piove. quindi, bene. ci siamo. vado avanti per la mia strada a costo di sbagliare tutto. di andare sotto in banca o di dover poi mollare ogni cosa per aver tirato troppo la corda... per la mia sconfinata e arrogante presunzione da quattro soldi. vedremo. del resto niente è per sempre, ed è ragionevolmente umano rovinare tutto sul più bello. mi lascio anche questa possibilità. sì. che poi non sarebbe neanche male invecchiare corroso dai rimpianti e diventare un rompicoglioni... e finire male. finire malissimo. del resto, i miei maestri, per quello che significa, son finiti tutti male, per un'incapacità strutturale nel tornare indietro sui propri passi e aggiustare il tiro. chissenefrega.
per tutto il resto direi che la mia vita, adesso, è ben lontana dall'essere quella che mi ero prospettato di avere da ragazzino. solo perché a quattordici anni si crede in quel percorso virtuoso, contorto ma possibile, che ti spinge dritto dritto verso la saggezza, che implica l'abbandono dell'angoscia a favore di una stabilità emotiva, di coscienza, di letto e di altre cose ancora. ma più mi guardo allo specchio più vedo le mie nuove sottilissime rughe sovrapporsi perfettamente a quello che fu il mio volto di moccioso. che tradotto significa: passa il tempo ma non cresco per davvero. nessun tipo di stabilità all'orizzonte. nessun tipo di traguardo raggiunto. scafato come sempre. orso. annoiato in tutti i momenti della giornata che non mi vedono al tavolo da lavoro. il bicchiere sempre non mezzo vuoto, ma vuoto. come uno stronzo. vabbé. a quattordici anni credevo che sarei maturato nel tempo, lentamente, con coscenziosa pazienza... non prevedevo certo che avrei smesso con i farmaci solo perché l'angoscia si sarebbe trasformata in consuetudine... con cui poi si finisce per convivere... rivolgendole sempre meno la parola, si sa come funziona, come con un coinquilino del cazzo che non se ne va e che continua ostinatamente a non pulire il bagno dopo averlo usato. infatti, matura solo il disagio esistenziale, affinandosi, diventando sempre più sottile. talmente sottile da crederlo quasi scomparso. ma poi, se lo guardi bene, è vero, è sottilissimo... ma come la lama di una spada. e allora perché non riprendere coi farmaci? perché crescere significa affinare anche la qualità delle droghe che si assumono. che quelle generico-industriali da farmacia per tutti... non ti servono più a un cazzo, e quelle illegali le lasci ormai a quelli più stronzi e coglioni e di boccabuona di te. crescere, nel mio caso, è scoprire che tutto il tempo che c'è fra la nascita e quel trentacinquesimo soffio sulla torta lo hai passato a sintetizzare la tua droga perfetta, di nascosto, quella che allieva e consola davvero. quella che realmente va a stimolare tutti i tuoi più peculiari centri del piacere. così scopro che tutti quegli anni passati a imparare il disegno e il colore, la scultura e la scrittura... erano solo l'inizio del mio maligno apprendistato in quel laboratorio tanto personale, quanto fuorilegge, che è l'arte. terapeutica. da egoisti di merda. sintetizzi cocktail bizzarri... sempre meno rozzi e sempre più sofisticati per il tuo organismo. e per la tua evoluta necessità di sopravvivere. bello schifo, bella cazzata sì. ma è sempre meglio di niente, no? o no?
e poi la cosa davvero avvilente, per tornare al 2008 (e questa a quattordici anni davvero non avrei potuto prevederla), è scoprire che anche il posto in cui vivi, come te, è maturato poco e male. che non è cresciuto per un cazzo. e allora, a trentacinque anni, guardo quella foto che ha scattato non-so-chi al senatore cusumano rapito qualche giorno fa da un malore in aula, allegoria perfetta di uno stato sovrano in fin di vita sdraiato sotto una poltrona, e ci vedo un quadro davvero realistico e spietato sul presente. su quanto sia imbecille e inutile il tentativo di credersi maturi se intorno a te, tutti fanno gli idioti come in un bel film di lars von trier. in un luogo di vecchi furbetti ladri assassini corrotti ignoranti decrepiti... dai, uno della mia età, è da considerarsi ancora un adolescente del cazzo.
e la foto del cane con la museruola?
edit: larsoniana con una mail mi suggerisce: "Se l'educazione alla museruola viene fatta come imposizione, il livello di tollerabilità da parte del cane sarà notevolmente basso, o persino nullo, tanto da renderne l'uso una inevitabile tortura. Si suggerisce quindi di avviare l'abitudine alla museruola quando il cane è ancora un cucciolo di qualche mese e sempre, indipendentemente dall'età, deve avere l'apparenza di un piacevole gioco e mai di una pratica necessaria legata all'ambiente."
ieri, mentre mettevo su il caffé, mi è balzata davanti l'immagine di un furto. così. e la cosa, senza che me ne rendessi conto, mi ha portato a pensare al senso di colpa. come per lady macbeth, che alla fine impazzisce per il senso di colpa per i crimini commessi, cammina come una sonnambula e tenta di lavare via dalle mani delle immaginarie macchie di sangue. macchie di sangue... e poi c'era quel sogno che avevo fatto a proposito della nonna di laura seduta sul ramo deforme di un albero... che si lamentava di quanto sangue ci fosse lassù. bene... è uno straordinario rompicapo questo abc, per me. mi tiene sveglio e mi porta a provare soluzioni continuamente. mmh... metto su altro caffé.
[prova per una sequenza]
non c'è niente di più bello della sensazione che ti da il "rientro". da sempre sono abituato a lavorare su progetti diversi, molto diversi tra loro (soprattutto per approccio), ma dedicandoli il mio tempo in modo discontinuo... a volte faccio davvero fatica a orientarmici. orientarmici, sì, perché le storie che scrivo, per me, sono città o paesi in costruzione. sono luoghi in attesa di essere completati. su un moleskine, un paio di settimane fa, ho tracciato un piano di lavoro... niente di troppo definito, sia chiaro (le mie architetture fatte di propositi, se troppo studiate e rigide, poi, crollano sempre, collassano su se stesse). per prima cosa avevo scarabocchiato un mio autoritratto. in piedi. con a fianco diverse frecce direzionali. una sorta di cartelli stradali che mi portavano in differenti luoghi, con stradine e incroci, rotonde e burroni pericolosi circondati da un magma bollente e mortale. vie, autostrade, piste ciclabili. strade senza uscita.
alla mia sinistra c'è una freccia che porta a ddv: una sorta di città lunapark/circo fatta di roulotte e giostre tutte slegate fra loro. animali feroci fuori dalle gabbie, ruote panoramiche adagiate orizzontalmente sul terreno, cavallerizze vestitre da clown, clown che cercano di domare gli spettatori che aspettano sui binari delle montagne russe. trapezisti russi che si lavano i piedi, giostrai romeni sparati dai cannoni e popcorn sparsi dappertutto. un luogo definito ma da riordinare. in attesa che ogni elemento ritrovi il suo posizionamento preciso. una città di pazzi da curare.
un'altra freccia (alla mia destra) porta a toyz-city, che è una città piccola strutturata su più livelli. almeno tre. ma si intravedono le gettate in cemento armato per le fondamenta di un quarto. ma non è esatto. si tratta più di una città che replica se stessa in verticale... sempre più o meno uguale, ma con variazioni sostanziali, in attesa che il sindaco si decida a firmare un progetto urbanistico definitivo. un piano regolatore e tutto il resto. da lontano, sembra una città finita. compiuta. pronta per essere invasa da gente che la abiti. vista da vicino ci si accorge che ogni abitante avrebbe tre case, tre chiese, tre scuole, tre parchi, tre gatti, tre stazioni ferroviarie.... eccetera, eccetera, eccetera. insomma, quella giunta comunale deve riunirsi in consiglio e decidere in quale città vivere, e poi demolire le altre. per averne una. una sola. e starci in santa pace.
in basso, una freccia indica: abc. e ci scendo spesso in quella zona, ultimamente. anche se sono al bar a fare colazione, chiudo gli occhi e ci faccio un salto. e li si va a soffrire. perché è una città cimitero. lì c'è la morte e l'urgenza di spiegarmela. perché non ce la faccio a non sapere cosa sia. è una città cimitero che ha catacombe profonde e marcescenti. abitate dagli avi e dagli affetti che ci hanno lasciati. ed è straziante cercare di ricreare un contatto con loro. perché fra noi e loro c'è una distanza breve e struggente che però è incolmabile. ma in superficie, quella città cimitero, è bellissima. prati infiniti e cipressi verdi, cieli luminosissimi e persone gentili. e c'è laura, che come me, ha una gran paura. e che come me, vuole trovare il coraggio. ultimamente rientrare in questo luogo... mi era difficile, quasi impedito. ho faticato giorno e notte per ricordarmi la strada che dovevo fare per raggiungerla finendo sempre per perdermi. il "rientro" è stato malinconico. mi mancava quel posto. mi sono sentito di nuovo a casa. fra amici che mi vogliono bene e che mi sono mancati da morire. "hai sentito? è tornato l'architetto ausonia... dice che è intenzionato a rimanere qui da noi per un po', almeno fino a quando non avrà finito di costruirci", "ah, che bello!". e poi è arrivata laura e mi ha dato uno strappo in bici.
ci sono anche altre frecce scarabocchiate sul moleskine che partono dalla mia testa e portano ad altre città e ad altri paesi. avvolti dalla nebbia. senza acquedotti e senza case. qualche abitante che vive da solo. seduto su una sedia in giardino, o davanti al caminetto, o in auto fermo al semaforo. immobile. in attesa. come colpito da una profonda amnesia. e se gli chiedi chi sia... ti risponde che è troppo presto.
La Drosophila melanogaster è un organismo modello, ovvero uno degli organismi più studiati nella ricerca biologica, in particolare nella genetica e nella divulgazione biologica.I motivi sono molteplici:
- Si tratta di un insetto piccolo e facile da allevare in laboratorio; - Ha un breve tempo di generazione (circa 2 settimane) e una elevata produttività (le femmine possono deporre 400 uova in 10 giorni); - Le larve mature mostrano cromosomi politenici nelle ghiandole salivari; - Hanno solo 4 paia di cromosomi: 3 autosomi e 1 sessuale; - I maschi non mostrano ricombinazioni genetiche, facilitando gli studi genetici; - Tecniche di trasformazione genetica sono state disponibili dal 1987; - Il sequenziamento del suo genoma è stato completato nel 1998; - Le mutazioni genetiche nella specie sono molto frequenti. A Charles W. Woodworth è riconosciuto il merito di essere stato il primo ad allevare esemplari di Drosophila e di aver suggerito a W. E. Castle, durante il suo soggiorno alla Harvard University, che essi potevano essere usati per ricerche genetiche. A partire dal 1910 i moscerini della frutta furono di aiuto a Thomas Hunt Morgan per compiere i suoi studi sull'ereditarietà. Morgan e colleghi estesero il lavoro di Mendel descrivendo i meccanismi ereditari legati al cromosoma X e dimostrando che i geni collocati su uno stesso cromosoma non mostravano ricombinazioni genetiche. Gli studi sulle caratteristiche collegate al cromosoma X hanno aiutato a confermare che i geni si trovano nei cromosomi, mentre altri studi sulle caratteristiche morfologiche di Drosophila hanno portato alle prime mappe che mostravano le locazioni dei geni sui cromosomi. La prima mappatura dei cromosomi di Drosophila fu completata da Alfred Sturtevant. [tratto da wikipedia]
*** UNA CLESSIDRA CHE RUOTA
forse sta passando il periodo di bassa. anzi, tolgo il forse. sento che una strana forma di sciocco (ma benefico) ottimismo sta ricominciando a scorrermi nelle vene. sono quasi 35 anni che il mio umore funziona così e alterna stati di euforia a periodi di lenta apatia e cattivo umore. visioni apocalittiche e sonni fatti di incubi. in genere mi aiuta comunque dormire molto. starmene in disparte e cercare di svangarla in qualche modo. mi aiuta assentarmi dal lavoro e non forzarmi a fare le cose. disegnare diventa difficile. scrivere... bé, meglio evitare di farlo per non rischiare di riempire quaderni di frasi retoricamente pessimistiche del tipo post-adolescenziale... ma questi periodi di bassa, mi sono davvero utili. mi servono per vagliare le esperienze e le informazioni che ho accumulato nei mesi e che non ho avuto il tempo, sì, il tempo, di rielaborare come si deve. sono un po' la clessidra che ruota sullo schermo di un pc quando si ferma per un attimo a pensare. e a volte, nel mio caso, quella clessidra ruota e ruota e ruota per settimane. posto questa vignetta di abc perché è l'immagine che racchiude in sè tutti gli elementi estetici e poetici di questo libro. e in queste settimane l'ho guardata spesso per rientrare in quel preciso mood narrativo. e credo che qualcosa cominci a muoversi all'orizzonte. sì. tornano a farsi vivi e presenti suoni e voci di personaggi che ormai mi stanno vicini, pazientemente, da almeno cinque anni. e aspettano. aspettano me e le mie pause necessarie da perfetto sociopatico. magari nei prossimi giorni posterò qualche nuova sequenza. ce n'è una in particolare che mi mette i brividi. ma non credo che abbia molto senso estrapolata dal contesto della storia. e abc (a differenza di altre cose che ho fatto), è un fumetto difficile da fare, soprattutto perché ogni suo elemento significativo ha senso solo se conseguente o precedente ad un altro. ogni cosa trova il suo posto esclusivo, solo se incastrata ben bene nei suoi tempi narrativi.
*** IN MEZZO ALLA NATURA
dopo due settimane di rimpalli mentali ammetto comunque di trovarmi bene qui. vita di campagna, legna robusta per accendere il fuoco, calma, pioggerella tutto il giorno, qualche telefonata, qualche cena con amici fumettari o con amici e basta, un flirt assurdo, una mini avventura per comprare il vino in una piccola azienda vinicola... e robe così. ogni cosa diventa divertente e complicata. devo dire che ale è un ottimo co-inquilino... e poi stiamo passando un periodo simile, fatto di cocci da rimettere insieme. quindi ci prendiamo delle pause caffé lunghissime e fra una sigaretta e l'altra, progettiamo cose. le giornate scorrono senza troppi imprevisti. senza troppi problemi. sì sta bene in mezzo alla natura, penso. l'altra mattina, la mia amica di sempre, carlotta, stava venendo da noi per fare colazione. mi chiama al cellulare: "se vuoi la colazione è qua. ho preso un albero in pieno".
Gli insetti della specie Drosophila melanogaster hanno occhi rossi, il corpo giallo-marrone con alcuni anelli neri trasversali nel loro addome. È evidente il dimorfismo sessuale: le femmine sono lunghe 2.5 mm, mentre i maschi sono un po' più corti e la parte terminale del loro corpo e più scura. La principale differenza tra i due sessi (facilmente osservabile al microscopio anche da un neofita) è il ciuffo di piccoli peli che circonda l'ano e i genitali del maschio. Il ciclo vitale di Drosophila melanogaster a 25 °C è di sole 2 settimane; la durata è circa doppia a 18 °C. Le femmine possono lasciare circa 400 uova (embrioni) all'interno di frutta o altri materiali organici. Le uova, il cui diametro è di circa 0.5 millimetri, si schiudono dopo 24 ore dalla deposizione. Le larve risultanti crescono per 5 giorni, in cui usano microorganismi che decompongono la frutta e gli zuccheri della frutta stessa per nutrirsi. Poi le larve si incapsulano in una pupa dove passano altri 5 giorni consumando il cibo accumulato per effettuare una metamorfosi, alla fine della quale emerge l'insetto adulto. [tratto da wikipedia]
*** WALLPAPER 1280X960
*** DROSOPHILA MELANOGASTER #3
Le femmine di Drosophila melanogastersi accoppiano dopo circa 12 ore dalla metamorfosi, accumulando lo sperma in delle sacche, utilizzandolo a posteriori per fecondare le uova. Per questo motivo i genetisti devono separare le femmine dal resto della popolazione prima che abbiano la possibilità di accoppiarsi, in modo da essere certi che l'incrocio avvenga solo con il particolare tipo di maschio da utilizzare nell'esperimento. Femmine inseminate possono essere "re-verginizzate" con una prolungata incubazione a -10°C, uccidendo lo sperma.Da un punto di vista genetico l'uomo e il moscerino della frutta sono abbastanza simili. Circa il 60% delle malattie genetiche conosciute si possono verificare nel patrimonio genetico del moscerino. E circa il 50% delle proteine della Drosophila hanno un analogo nei mammiferi. La Drosophila viene usata come modello genetico per varie malattie umane, inclusi i disturbi neurodegenerativi come il morbo di Parkinson, la corea di Huntington e il morbo di Alzheimer. La mosca viene utilizzata anche per studiare il meccanismo biologico del sistema immunitario, del diabete, del cancro e persino dell'abuso di sostanze stupefacenti. [tratto da wikipedia]
*** "IL PROCESSO DELLA CHIESA A GALILEO FU RAGIONEVOLE E GIUSTO" cardinale joseph ratzinger, 15 marzo 1990.
ROMA- "Benedetto XVI non deve entrare all'Università La Sapienza". Il vade retro viene da un nutrito gruppo di docenti e studenti di uno degli atenei più antichi d'Europa e apre un nuovo fronte laici-cattolici. Il rischio è che giovedì prossimo, quando è in programma un discorso del Papa - terzo pontefice in visita all'ateneo - vada in scena una clamorosa contestazione, un sit-in antipapalino all'ombra delle Minerva. La parola d'ordine è: "Non vogliamo Ratzinger nel tempio della conoscenza perché è troppo reazionario".
L'alzata di scudi laica era stata preannunciata giovedì da una lettera ai vertici dell'università che hanno invitato, il 17 gennaio, papa Ratzinger ad inaugurare l'anno accademico 2007-08, il 705° dalla fondazione. Sessantasette docenti, tra cui tutti i più noti fisici dell'ateneo, hanno firmato un appello perché "quell'invito sconcertante", così lo hanno definito, venga revocato. Il messaggio anti Ratzinger è stato spedito direttamente al rettore Renato Guarini: "Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso a Parma, Joseph Ratzinger ha rilanciato un'intollerabile affermazione di Feyerabend: "Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto"". Una frase che ha fatto sobbalzare il gruppo di scienziati che ora fa la fronda alla visita di Benedetto XVI. E che si dicono "indignati in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze. Quelle parole ci offendono e ci umiliano. E in nome della laicità della scienza auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato". [la repubblica]
PRODI ESPRIME SOLIDARIETÀ AL PAPA e lo invita a mantenere programma originario all'Università
ROMA, 15 GEN - Prodi esprime profondo rammarico e convinta solidarietà al Papa dopo la decisione di rinunciare alla visita all'Università La Sapienza. "Condanno i gesti, le dichiarazioni e gli atteggiamenti che hanno provocato una tensione inaccettabile e un clima che non fa onore alle tradizioni di civiltà e tolleranza dell'Italia", afferma il premier, che rinnova al Pontefice l'invito perche' possa mantenere il programma originario. "Nessuna voce deve tacere in Italia e a maggior ragione quella del Papa". [ansa]
LETTERA DI NAPOLITANO AL PONTEFICE Il rammarico prevale dopo l'annullamento della visita
ROMA, 15 GEN - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato questa sera a Benedetto XVI una lettera personale. Il rammarico è il sentimento prevalente con cui la politica tutta, ha accolto la notizia dell'annullamento della visita alla Sapienza. Un sentimento di cui si è fatto interprete il presidente Napolitano. Il dispiacere è bipartisan: la stragrande maggioranza degli interventi ha condannato i 67 docenti che si sono opposti alla visita. [ansa]
*** DROSOPHILA MELANOGASTER #4
L'embriogenesi nella Drosophila è stata studiata molto approfonditamente. La piccola dimensione, il ciclo di vita molto breve e la grande quantità di prole tipici della Drosophila ne fanno un campione ideale per studi genetici. È anche l'unico fra gli organismi modello in cui la suddivisione dell'ovulo fecondato avviene in una cavità sinciziale. Durante l'ovogenesi, l'ovocita in formazione è connesso alle cellule nutrici dei ponti citoplasmatici Sostanze nutrienti e altre molecole che controllano lo sviluppo si trasferiscono nell'ovocita. Circa 5000 nuclei cellulari si ammassano nel citoplasma indiviso dell'ovocita prima che inizi la loro migrazione verso la superficie e vengano avvolti da membrane plasmatiche per formare le cellule che circondano il sacco del tuorlo. Poco dopo la linea germinale si separa dalle cellule somatiche, attraverso la formazione di cellule polari nell'estremità posteriore dell'embrione.
La divisione cellulare nei primi stadi dell'embrione di Drosophila avviene tanto rapidamente che non esistono fasi distinte, per cui possono verificarsi errori nella divisione del DNA. Per aggirare questo problema i nuclei che commettono tali errori si staccano dai loro centrosomi e cadono nel centro dell'embrione, che non farà parte dell'insetto. [tratto da wikipedia]