giovedì 18 dicembre 2008

SAPERSI FERMARE

luigi mi ha spedito la foto di un bel quadro a olio che ha fatto in questi giorni. gipi ha messo i suoi nuovi disegni ad acrilico sul suo blog. e li ringrazio. perché mi manca. mi manca da morire quella roba silenziosa che è la tela dipinta. questo qua sopra è un non finito di qualche tempo fa. aspettavo che la tempera a olio asciugasse per farci gli ultimi aggiustamenti. e poi lo guardo adesso, nel suo metro d'altezza e mi dico: è finito. non ha bisogno di nient'altro. ecco, dipingere è sapersi fermare.

martedì 16 dicembre 2008

LA SCUSA DEI FOTORECETTORI

oggi un amico a telefono si diceva dispiaciuto del fatto che abbia modificato la colonnina di destra di questo blog, trasformandola da "spazio per recensioni e riflessioni" a semplice "album fotografico". parole sue. e le prendo per buone. ma... uno: gli album fotografici sono "semplici" un cazzo. quando guardo quelli della mia famiglia non mi stupisco di aver deciso di cambiare il mio nome anagrafico in ausonia. tanto la documentazione fotografica può risultare disturbante. ma la fotografia mi ricorda dove vivo e chi mi fa compagnia. mi ricorda dove e quando sono. visto che il mio cervello cancella tutto. o quasi. e poi la fotografia digitale esalta la saturazione dei colori del mondo e mi da la possibilità di capire meglio, a posteriori, i cromatismi in cui vivo o ho vissuto una data circostanza. sono daltonico come se fossi sordo e l'immagine acida/digitale prodotta dal mio nokia è il mio apparecchio acustico. un valido aiuto al mio handicap. un esaltatore di "oggettività"... più o meno. di quella presunta oggettività che i miei fotorecettori non riescono a interpretare correttamente. per essere più precisi.
ma questa è una scusa. sì. insomma... questa delle foto messe in riga su questo blog, dico. è una scusa bella e buona. la verità è che la fotografia, mi permette di non scrivere. di non disquisire su nulla che non siano le mie cose. quelle che conosco meglio e che mi interessa di più trattare in questo spazio. mi spiego: cominciavo a storcere il naso davanti a quella colonnina che era uno "spazio per recensioni e riflessioni". non riuscivo quasi più ad aggiornarla. perché... come dice philip roth in "il teatro di sabbath" (ringrazio lucilla che la primavera passata me ne leggeva dei passi standosene sdraiata sul letto mentre io scrivevo toyz): "nessuna mia affermazione riguardo a niente mi convince mai completamente". è così. mi sento così. mi sento che oltre alle storie che racconto, non ho molto da dire. sono scandalizzato e disturbato da quanto succede in giro, certo, ma non credo proprio che sia il mio mestiere farlo qui. così. in modo così bidimensionale, poi. è una... vera perdita di tempo scrivere i temini e le letterine di protesta. o dire cosa mi piace o non mi piace. chi segue il mio lavoro (quindi la maggior parte di voi che passate a trovarmi) sa come la penso. e tanto basta. quindi... diamo il benvenuto a queste foto colorate bene.

vi segnalo una recensione di INTERNI che mi è piaciuto molto leggere. perché indaga. seriamente. perché chi l'ha scritta, luigi siviero, dimostra non solo di aver letto la storia ma anche di essersi interessato e appassionato al perché io l'abbia voluta raccontare. e soprattutto, recensisce l'albo e non il suo autore. fregandosene delle mie unghie smaltate e del gossip da quattro soldi... della serie: aus è gay, aus è snob, aus ecc... quindi, se volete, la trovate qui: House of Mystery.

domenica 14 dicembre 2008

SCIVOLARE

linda gravela mi ha spedito questa foto. è un lavoro di hendra lesmono e il fatto che mi sia arrivata ora, come tutte le cose, non è da considerarsi semplicisticamente come una casualità. perché sento il bisogno di abbandonare ps e di tornare a sporcarmi le mani. con gli strumenti che sento più vicini a me. niente di definitivo. nessuna scoperta che cambierà qualcosa in modo drastico, credo. solo una delle solite problematiche rivoluzioni interne. come la mancanza di alcuni gesti rituali che mi accompagnano da sempre. non è un fatto di tecnica, sì, ha solo a che fare con la ritualità. che magari nemmeno saprò affrontare. come dice la santacroce "se penso alla mia vita, vedo un movimento senza passi. uno scivolare. verso dove mi hanno spinto". ho la mente ingombra di facce di persone stimabili, incontrate e guardate in questi giorni. che rarità le persone stimabili. e quando sono tutte assieme, poi... nel condividere lo stesso spazio. è una cosa che ti fa girare la testa. e questo è anche il mio modo per ringraziarle. di non so cosa... di essere state lì. quasi casualmente. di averle viste bere. di come sedevano. delle loro strane voci diverse. qualche ora fa, dopo essermi svegliato, ho trovato i guanti che erano stati di seth e che mi aveva regalato. in uno scatolone delle cose invernali. guanti che avevo dimenticato, a quasi tre anni dalla sua morte. li ho indossati, ho sorriso come un cretino. "signor fisher, ti porto a fare colazione".

venerdì 5 dicembre 2008

VADO A INCONTRARE BACILIERI

l'incontro intitolato "ausonia incontra bacilieri, bacilieri incontra ausonia" moderato da laura pasotti e andrea antonazzo del garage ermetico, si svolgerà venerdì 12 dicembre alle ore 21:00 presso il TPO di bologna, in via casarini 17/5. per informazioni, si possono usare come riferimento i siti internet www.tpo.bo.it oppure www.garagermetico.it. l'ingresso è ovviamente gratuito.
mi fa piacere essere lì con paolo, che stimo davvero tanto come autore. ma proprio tanto. e sembra che verrà tanta gente. e mi sale un certo imbarazzo. spero, una volta lì, di non essere investito da un attacco di mutismo...

ah.. domani, se passate, ci vediamo da "comic house".

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ecco qualche foto di ieri. è venuta tanta gente. grazie a tutti quelli che sono passati e grazie a daniele e valentina di "comic house" che sono stati carini come sempre. grazie alla raule e armando rossi, ai cosi che parlano, a angelo e così via. siamo stati bene.