oggi un amico a telefono si diceva dispiaciuto del fatto che abbia modificato la colonnina di destra di questo blog, trasformandola da "spazio per recensioni e riflessioni" a semplice "album fotografico". parole sue. e le prendo per buone. ma... uno: gli album fotografici sono "semplici" un cazzo. quando guardo quelli della mia famiglia non mi stupisco di aver deciso di cambiare il mio nome anagrafico in ausonia. tanto la documentazione fotografica può risultare disturbante. ma la fotografia mi ricorda dove vivo e chi mi fa compagnia. mi ricorda dove e quando sono. visto che il mio cervello cancella tutto. o quasi. e poi la fotografia digitale esalta la saturazione dei colori del mondo e mi da la possibilità di capire meglio, a posteriori, i cromatismi in cui vivo o ho vissuto una data circostanza. sono daltonico come se fossi sordo e l'immagine acida/digitale prodotta dal mio nokia è il mio apparecchio acustico. un valido aiuto al mio handicap. un esaltatore di "oggettività"... più o meno. di quella presunta oggettività che i miei fotorecettori non riescono a interpretare correttamente. per essere più precisi.
ma questa è una scusa. sì. insomma... questa delle foto messe in riga su questo blog, dico. è una scusa bella e buona. la verità è che la fotografia, mi permette di non scrivere. di non disquisire su nulla che non siano le mie cose. quelle che conosco meglio e che mi interessa di più trattare in questo spazio. mi spiego: cominciavo a storcere il naso davanti a quella colonnina che era uno "spazio per recensioni e riflessioni". non riuscivo quasi più ad aggiornarla. perché... come dice philip roth in "il teatro di sabbath" (ringrazio lucilla che la primavera passata me ne leggeva dei passi standosene sdraiata sul letto mentre io scrivevo toyz): "nessuna mia affermazione riguardo a niente mi convince mai completamente". è così. mi sento così. mi sento che oltre alle storie che racconto, non ho molto da dire. sono scandalizzato e disturbato da quanto succede in giro, certo, ma non credo proprio che sia il mio mestiere farlo qui. così. in modo così bidimensionale, poi. è una... vera perdita di tempo scrivere i temini e le letterine di protesta. o dire cosa mi piace o non mi piace. chi segue il mio lavoro (quindi la maggior parte di voi che passate a trovarmi) sa come la penso. e tanto basta. quindi... diamo il benvenuto a queste foto colorate bene.
vi segnalo una recensione di INTERNI che mi è piaciuto molto leggere. perché indaga. seriamente. perché chi l'ha scritta, luigi siviero, dimostra non solo di aver letto la storia ma anche di essersi interessato e appassionato al perché io l'abbia voluta raccontare. e soprattutto, recensisce l'albo e non il suo autore. fregandosene delle mie unghie smaltate e del gossip da quattro soldi... della serie: aus è gay, aus è snob, aus ecc... quindi, se volete, la trovate qui: House of Mystery.